Umbre de muri muri de mainé

dunde ne vegnì duve l'è ch'ané

da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa

e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua

e a muntä l'àse gh'é restou Diu

u Diàu l'é in çë e u s'è gh'è faetu u nìu

ne sciurtìmmu da u mä pe sciugà e osse da u Dria

e a funtan-a di cumbi 'nta cä de pria

E 'nt'a cä de pria chi ghe saià

int'à cä du Dria che u nu l'è mainà

gente de Lûgan facce da mandillä

qui che du luassu preferiscian l'ä

figge de famiggia udù de bun

che ti peu ammiàle senza u gundun

E a 'ste panse veue cose che daià

cose da beive, cose da mangiä

frittûa de pigneu giancu de Purtufin

çervelle de bae 'nt'u meximu vin

lasagne da fiddià ai quattru tucchi

paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi

E 'nt'a barca du vin ghe naveghiemu 'nsc'i scheuggi
Testo trovato su http://www.testitradotti.it
 

emigranti du rìe cu'i cioi 'nt'i euggi

finché u matin crescià da puéilu rechéugge

frè di ganeuffeni e dè figge

bacan d'a corda marsa d'aegua e de sä

che a ne liga e a ne porta 'nte 'na creuza de mä

Ombre di facce facce di marinai

da dove venite dov'è che andate

da un posto dove la luna si mostra nuda

e la notte ci ha puntato il coltello alla gola

e a montare l'asino c'è rimasto Dio

il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido

usciamo dal mare per asciugare le ossa dell'Andrea

alla fontana dei colombi nella casa di pietra

E nella casa di pietra chi ci sarà

nella casa dell'Andrea che non è marinaio

gente di Lugano facce da tagliaborse

quelli che della spigola preferiscono l'ala

ragazze di famiglia, odore di buono

che puoi guardarle senza preservativo

E a queste pance vuote cosa gli darà
Testo trovato su http://www.testitradotti.it
 

cose da bere, cose da mangiare

frittura di pesciolini, bianco di Portofino

cervelli di agnello nello stesso vino

lasagne da tagliare ai quattro sughi

posticcio in agrodolce di lepre di tegole

E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli

emigranti della risata con i chiodi negli occhi

finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere

fratello dei garofani e delle ragazze

padrone della corda marcia d'acqua e di sale

che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare

Crêuza de mä - Fabrizio de André

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Sono presenti 58 commenti

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  • ...mai avuto dubbi sulla bellezza di questa canzone anche se ho capito poco ogni volta che l'ascoltavo, ma adesso ho la conferma!!! Grazie mille ps alla fine della canzone quelle voci che si sentono sono ambientate al mercato rionale? Scritto da Marcomoon sabato 9 aprile 2011 alle 09:42 - Rispondi

  • :) mah! forse sì, mi sembra di intra-sentire un venditore da bancarella che descrive le sue merci! :) però il ligure non è il mio forte hehehe Scritto da Gareth sabato 9 aprile 2011 alle 10:24 - Rispondi

    Si le voci sono state registrate al mercato di Genova! Scritto da Lara lunedì 3 settembre 2012 alle 08:58 - Rispondi

    Le grida di sottofondo si possono ancora udire in due mercati " Quello del pesce in piazza Cavour, e anche al mercato orientale, vicino a via xx settembre Scritto da Stefano lunedì 3 giugno 2013 alle 09:17 - Rispondi

  • Ho finalmente guardato per intero il concerto al Brancaccio di Roma il 13 - 14 febbraio del 1998 (lo stesso mese del 1999 morì Faber). Devessere stato emozionante. Mi sono dovuto accontentare di assistere lo scorso anno Cristiano a Monza che ha cantato Fabrizio. Molto bello! Scritto da Marcomoon domenica 5 giugno 2011 alle 09:30 - Rispondi

  • CHE DIRE? MERAVIGLIA PURA! Scritto da Francesco Macchi sabato 24 dicembre 2011 alle 17:40 - Rispondi

  • Da u dria = dall'andrea e non dell'andrea, poi per conoscenza levre de cuppi, si letterale così come scritto, però significa GATTO Scritto da Albe mercoledì 2 maggio 2012 alle 21:43 - Rispondi

  • Bellissimo! Scritto da Mario mercoledì 6 giugno 2012 alle 07:18 - Rispondi

  • Anche senza conoscere il significato delle parole, la musicalità delle espressioni dialettali genovesi ed i suoni vibranti degli strumenti fanno piacere moltissimo la canzone. La traduzione in italiano la fa ulteriormente apprezzare specie nella ricerca delle espressioni del dialetto genovese che richiama espressioni similari di altri dialetti. Lévre de cuppi ha come equivalente nel dialetto bosino milanese "légura de técc" e si riferisce ai tempi, prima del 1950,quando i poveracci mangiavano anche i gatti (lepri di tetto) in salmì, non avendo soldi per acquistarsi altri tipi di carne più pregiata. Anche i veneti dicono: "Vicentini maia (magna) gati" per richiamare lo stesso fatto che ancora oggi viene eseguito in alcune parti del mondo unitamente ai cani se teneri e cuccioli. Anche l'epressione "dunde ne vegnì duve l'é ch'ané" ha la corrispondente in dialetto bosino milanese "da duè ca vegnì in duè ch'andè" abbastanza similare nei suoni e nelle parole. Scritto da Camillo domenica 29 luglio 2012 alle 11:22 - Rispondi

  • Muri non va tradotto con facce ma volto scavato, duro quasi senza espressione come quello di un muro appunto. Mandilla' non e ' un tagliaborse ma un povero ingenuo facile a essere preso per i fondelli. Scritto da Claudio Caranza giovedì 23 agosto 2012 alle 12:35 - Rispondi

    A traduxun a l'e giusta in tu cuntestu U mandillà u l'e in Ommu ch'u vende i mandilli p'a-a stradda O in Picculu trüffatù, ün ch'u vive de espedienti disunesti, in bursaiolu. OPPURE u p'è ess'è anche 'Na brancä de qarcôsa, tanta ch'a stagghe in te in mandillu. Scritto da Alessandro domenica 4 agosto 2013 alle 18:27 - Rispondi

    Giusto!!! Scritto da Valter giovedì 5 dicembre 2013 alle 13:02 - Rispondi

  • Belissimo, grazie per farla tradurra! Scritto da Daniela sabato 25 agosto 2012 alle 02:45 - Rispondi

  • ......canzone ispirata, afflata dal canto di DIO, come lui era ed aveva!!! ciao Fabrizio..... Scritto da Raimondo Leone Pouchain lunedì 22 ottobre 2012 alle 21:05 - Rispondi

  • E' un ingiustizia trovare una canzone di De Andrè solo all'86 posto.Siamo ammalati di esterofilia. Scritto da Antonio domenica 4 novembre 2012 alle 02:53 - Rispondi

  • Anche se ogni volta( devo guardare la traduzione) che la sento mi commuovo. Scritto da Grazia Wenk giovedì 17 gennaio 2013 alle 03:17 - Rispondi

    In effetti il testo è molto difficile anche per un genovese Scritto da Alberto mercoledì 20 febbraio 2013 alle 17:23 - Rispondi

  • CHI CONOSCE GENOVA,,,LA SUA ANIMA ,,,,I SUOI TETTI ,,,,,I SUOI ODORI,,,,NE ESCE CON CON UN NODO ALL'ANIMA OLTRE CHE ALLA GOLA ,,,,,DOPO L'ASCOLTO ,,,,,INDESCRIVIBILE ,,,,,MAGICO ......UNICO.....FABER Scritto da DIEGO domenica 10 febbraio 2013 alle 08:14 - Rispondi

  • E' la "Genova per noi" che non ti aspetti, che non ricordi, che non conosci. La Liguria dei vecchi pescatori e delle loro esistene semplici e faticose, regolate dai capricci del mare e dal vento che impicca le parucche agli alberi. La trovavi a Camogli come a Varigotti, o a Noli. Gente dura, col muguno facile, ma col cuore grande. L'indimenticabile Faber non manca di toccare le corde profonde di ciascuno di noi, anche di chi si commuove solo nel sentire, senza capirli, gli antichi fonemi di questa poesia di sale e di mare. Scritto da Roberto (Savona) mercoledì 20 febbraio 2013 alle 14:07 - Rispondi

  • Sì, veramente bella Scritto da Alberto mercoledì 20 febbraio 2013 alle 17:21 - Rispondi

  • Forse non tutti sanno che questa canzone era stata censurata: il finale della frase "figge de famiggia udù de bun, che ti peu ammiàle senza u gundun" ha sostituito l'originale "... che ti peu becciàle sensa u gundun" la cui traduzione è "che le puoi scopare senza il preservativo" (essendo figlie di buona famiglia...). In YouTube a questo link, nell'interpretazione di Mauro Pagani e Cristiano de André https://www.youtube.com/watch?v=N8-5RNpcunk. Inoltre "paciûgu in agrouduce" si traduce con "pasticcio..." e non posticcio. E, come già specificato in precedenza da Albe, "levre de cuppi" sta a significare "gatto" (lepre delle tegole). Scritto da Franco lunedì 25 marzo 2013 alle 07:06 - Rispondi

  • Luassu non è la spigola ma il branzino se vedemmu Scritto da Pietro venerdì 19 aprile 2013 alle 13:24 - Rispondi

    Spigola e branzino sono nomi diversi dello stesso pesce (spigola usato in Campania e Toscana,branzino in Liguria...) Scritto da Nino domenica 5 maggio 2013 alle 12:32 - Rispondi

  • Era molto bella e anche la traduzione mi è piaciuta molto Scritto da Gennaro mercoledì 24 aprile 2013 alle 11:32 - Rispondi

  • Splendida, puoi vedere la Liguria ascoltandola Scritto da Fabio mercoledì 8 maggio 2013 alle 03:32 - Rispondi

  • Capolavoro.. Il compositore è riuscito a tradurre in musica la sensazione dello stare in una barca che arriva o che parte da riva...è la sonorità di una ninnananna agrodolce Scritto da Giuliana giovedì 23 maggio 2013 alle 18:01 - Rispondi

  • Chi scrive è genovese. per tanto nota l'errata traduzione di "Levre de cuppi " con lepre dei tetti, la traduzione esatta é il gatto che cammina sulle tegole di cotto appunto "CUPPI" che ricoprono il tetto a spioventte Scritto da Stefano lunedì 3 giugno 2013 alle 08:46 - Rispondi

  • Prima di analizzare il testo è bene far caso all'introduzione musicale che, prima ci riporta al Mediterraneo orientale e, successivamente, arrivano i tamburi di gente proveniente dal nord. Osservando il testo facciamo caso all'uso delle persone verbali: inizia con una 2^ pers. quasi fosse un dialogo, continua con una 1^ per. in quanto si immedesima e termina con una 3^ pers. in quanto si distacca. Interpretazione del testo: Eravate marinai ma di voi ne è restata soltanto l'ombra perché andando e venendo da questa abitazione senza tetto né finestre " a lunna a se mostra nua" l'ignoranza " a neutte" li ha portato a litigare. A cà di combi và interpretata come basta una fontana (cosa ambita) per attirare gli estranei.Poi si immedesima usandola 1^ pers.: smettiamo di fare i marinai per dedicarci alla ristorazione però ,con l'abbondanza e soffrendo ci areneremo. Poi si distacca usando la 3^ pers.: a questi tagliaborse che venivano da dove c'erano le filande a venere i fazzoletti e spesso rubare cosa daranno? cose buone: lazagne da fidea = pasta fresca e cose contraffatte : levre de coppi = gatto. D'altra parte i Genovesi non erano di meglio: considerando che la via più breve per raggiungere la Liguria era vicino al passo del Turchino, la strada della Canellona, poco distante c'era una locanda denominata " Cà de anime". Trarre le conclusioni è semplice:molti commercinti di rientro a Lugano con l'incasso delle lore vendite e dei loro furti durante la notte misteriosamente sparivano. Scritto da Enrico lunedì 10 giugno 2013 alle 05:30 - Rispondi

  • è una ottima traduzione, 1 sola precisazione: mandillà vuol dire fazzolettai e non taglaiborse. Ha significato alternativo di persone "facilotte", perchè i mandillà erano solitamente di origine Comansca o come in questo caso Luganese, poco avvezzi alla vita di mare, e alle arguzie dei mercanti genovesi. Scritto da JOE venerdì 14 giugno 2013 alle 07:02 - Rispondi

    Ha più significati oltre essere in Ommo ch'u vende i mandilli p'a-a stradda. E' anche usato per definire U Picculu trüffatù, ün ch'u vive de espedienti disunesti, in bursaiolu Scritto da Alessandro domenica 4 agosto 2013 alle 18:32 - Rispondi

  • Crêuza de mä é la summa della poesia delgrande Fabrizio de André Scritto da Stefano lunedì 17 giugno 2013 alle 08:47 - Rispondi

  • Poesia.... Scritto da Roby sabato 29 giugno 2013 alle 16:48 - Rispondi

  • Bellissima e struggente Scritto da Bruno Ferlazzo Ciano mercoledì 3 luglio 2013 alle 07:43 - Rispondi

  • Meraviglia della musica Scritto da Gianni lunedì 8 luglio 2013 alle 11:34 - Rispondi

  • Meravigliosa.....specialmente con la traduzione che mi ha permesso di capirne le parole. Bellissima!!!!!!! Scritto da Cristina venerdì 19 luglio 2013 alle 17:32 - Rispondi

  • Grande e immenso lingua musicale Scritto da Giovachiare sabato 10 agosto 2013 alle 09:46 - Rispondi

  • Commento il commento di Antonio: certo che non è giusto che Creuza sia all' 86esimo posto. Infatti De André è fuori gara ed è irraggiungibile. Al massimo si potrà descrivere chi è il primo tra tutti gli altri. Scritto da Sergio mercoledì 4 settembre 2013 alle 12:53 - Rispondi

  • Fantastica Scritto da Santeramo giovedì 3 ottobre 2013 alle 21:26 - Rispondi

  • Sempre questa canzone mi ha molto coinvolto,anche senza conoscere le parole,ora che le conosco,ancora di più..... Scritto da Doretta Castelli sabato 5 ottobre 2013 alle 18:37 - Rispondi

  • Fantastica!! Scritto da Aldo Maurino sabato 23 novembre 2013 alle 22:11 - Rispondi

  • Non so cosa dire,ogni volta che la sento mi emoziona. Scritto da Valter giovedì 5 dicembre 2013 alle 13:05 - Rispondi

  • Poesia pura. Scritto da Corrado Caldarella sabato 14 dicembre 2013 alle 21:56 - Rispondi

  • Grazie! Scritto da Cmarchiori mercoledì 25 dicembre 2013 alle 03:27 - Rispondi

  • Ragazzi...c'è un errore nella traduzione: non è quelli che della spigola preferiscono l'ala...ma quelli che piuttosto di lavorare preferiscono pestarsi Scritto da Piero mercoledì 25 dicembre 2013 alle 19:34 - Rispondi

    Esatto! Scritto da Peppecobain venerdì 3 gennaio 2014 alle 01:37 - Rispondi

  • Credo più verosimile che si asciughino le ossa dall' Andrea piuttosto che dell' Andrea Scritto da Paolo martedì 4 febbraio 2014 alle 14:35 - Rispondi

  • Il giancu de portufin esiste o e' un vino contraffatto? Scritto da Foxtrot lunedì 17 febbraio 2014 alle 21:00 - Rispondi

  • Canzone bellissima ! Ma scusate se mi permetto : c'è un errore nella traduzione "paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi" si traduce in "pasticcio in agro-dolce di gatto" Scritto da Luigi martedì 18 febbraio 2014 alle 23:32 - Rispondi

  • Grande cantautore senza precedenti. tiste ma bella canzone sia nelle parole che nella musica Scritto da Cristina martedì 18 febbraio 2014 alle 23:54 - Rispondi

  • Mi è sempre piaciuta fin dal primo ascolto(anche non capendo il significato),poichè le parole spesso tolgono contenuto alla musicalità.ma! da un artista come FABRIZIO tutto è concesso.COMPLETAMENTE bella. Scritto da Silvano mercoledì 19 febbraio 2014 alle 12:37 - Rispondi

  • Sconvolgente bellezza Scritto da Lina venerdì 21 febbraio 2014 alle 13:41 - Rispondi

  • Traduzione perfetta di una poesia splendida. Manca solo la traduzione del titolo che molti credono che significhi "Croce di mare", mentre le croci, come sappiamo, non c'entrano nulla Scritto da Franco sabato 22 febbraio 2014 alle 12:34 - Rispondi

  • Bellissima,ma nella traduzione,lèvre de cuppi sta per gatto, detto "lepre delle tegole"perché corre sempre sui tetti.Una delle canzoni più belle del mondo... Scritto da Sara lunedì 24 febbraio 2014 alle 17:04 - Rispondi

  • Lè vre de cuppi vuol dire gatto Scritto da Sara lunedì 24 febbraio 2014 alle 17:05 - Rispondi

  • Pienamente d'accordo sulla bellezza, liricità, ispirazione etc. etc. D'altronde, già negli anni 80 (l'album è dell'84) aveva avuto riconoscimenti internazionali ai massimi livelli (ad es. la rivista Rolling Stone l'aveva eletto uno fra i 10 migliori album del decennio). Scritto da Beppe Faelli mercoledì 26 febbraio 2014 alle 10:09 - Rispondi

  • MERAVIGLIOSA !!! grazie per la traduzione !! Scritto da Laura domenica 2 marzo 2014 alle 14:48 - Rispondi

  • Una di quelle opere che fanno l'uomo memorabile. Interessante l'osservazione di Piero: qui che du luassu preferiscian l'ä = espressione gergale che non va tradotta letteralmente! Scritto da Paolomg lunedì 3 marzo 2014 alle 14:58 - Rispondi

  • Questo brano è semplicemente stupendo! Scritto da Maria mercoledì 12 marzo 2014 alle 13:42 - Rispondi

  • è una delle più belle canzoni del "900. L'uso del dialetto genovese ne esalta il sapore. Scritto da Michele lunedì 17 marzo 2014 alle 14:20 - Rispondi

  • Bellissima....e' dire poco.....||| Scritto da Pietro Bertucci sabato 29 marzo 2014 alle 20:49 - Rispondi

  • Stupenda io amo de andre!!!! Scritto da Io venerdì 30 maggio 2014 alle 12:08 - Rispondi

  • Secondo me "lasagne da fiddià ai quattru tucchi" vuol dire lasagne del pastaio ai quattro sughi Scritto da Giordano martedì 10 giugno 2014 alle 18:09 - Rispondi

  • Ci sono canzoni e quadri saporo che dovrebbero essere porati agli esami di maturità e di laurea e come proverbi di vita quotidiana, tutti i giorni Scritto da Marco Cecchi mercoledì 13 agosto 2014 alle 14:06 - Rispondi

  • Io l'ho messo tra i migliori di fusion Scritto da Maurizio mercoledì 20 agosto 2014 alle 19:31 - Rispondi

  • Sempre grande,difficile da capire ma una volta entrati in contatto,trovi solo empatia ed amore. Scritto da Eugenio Lorini martedì 26 agosto 2014 alle 21:43 - Rispondi

  • Brano molto poetico di grande attualita dopo 30 anni Scritto da Giuseppe Lepore sabato 30 agosto 2014 alle 13:26 - Rispondi

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